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CaixaForum di Barcellona
CaixaForum di Barcellona

Una mostra unica e diversa al CaixaForum di Barcellona

Per la celebrazione del venticinquesimo anniversario dell'apertura del Museo Thyssen-Bornemisza in Spagna, il CaixaForum di Barcellona ospita un totale di 63 opere emblematiche del famoso museo di Madrid in una mostra che rompe con il solito ordine cronologico e propone nuove chiavi di lettura e analogie pittoriche tra artista di secoli e aree geografiche lontane, come Beato Angelico con il Greco o Chagall con Tiziano. Fino a 5 Febbraio.

In realtà i venticinque anni di apertura di questa galleria si celebrano nel 2017: fu infatti esattamente l’8 ottobre 1992 quando il palazzo Villahermosa di Madrid aprí le porte del nuovo Museo Thyssen-Bornemisza.

Si cominció con quasi 800 opere che fanno parte della collezione esposte tra il Palazzo di Villagehermosa di Madrid e il Monastero di Pedralbes di Barcellonacon una collezione che è un viaggio nell'arte dal XIII secolo alla fine del ventesimo e che è ad oggi uno dei Musei più importante e visitato della capitale spagnola.

Un Thyssen mai visto

E per celebrare questo anniversario un totale di 63 opere di questo museo viaggiano a Barcellona per la mostra allestita dal CaixaForum che sará inoltre completata da otto opere in prestito dal MNAC, il Museo Nazionale d’Arte di Cataluña.

La mostra, a cura di Guillermo Solana, segue un ordine senza precedenti abbandonando la consueta struttura cronologica della mostra di Madrid e propone un percorso tematico che permette nuove chiavi di lettura e analogie pittoriche tra artisti di secoli, correnti e aree geografiche diverse sia geográficamente che temporalmente. Così Fran Angelico coesiste con Il Greco e Chagall, Hans Memling con Tiziano e Lucian Freud, Jan Brueghel con Gustave Courbet e Emil Nolde o Canaletto con Camille Pissarro e Wassily Kandinsky.

Questo tour è strutturato attraverso cinque generi della tradizione artistica occidentale: paesaggio, paesaggio urbano, dipinti religiosi, ritratti e natura morta, il paesaggio e. Il risultato è una doppia lettura di somiglianze e differenze tra artisti e opere di epoche diverse.

MYSTERIUM SACRUM: pittura religiosa come matrice.

Questa prima sezione analizza attraverso una serie di opere religiose che vanno dal XIV al sedicesimo come in questa prima età del Rinascimento l’arte religioso è il punto di partenza di tutti gli altri generi pittorici che poi diventano indipendenti, come il ritratto , il paesaggio o la natura morta.

DRAMATIS PERSONAE: ritratti e personaggi

In questa parte della mostra si ripercorre la storia del ritratto dalle prime opere artistiche religiose nelle quali apparivano i mecenati fino a quando il personaggio diventa il vero e proprio protagonista dell’opera.

VANITAS: la distruzione dell’oggetto

Il genere della natura morta è dominato fin dal Rinascimento dalla vanitas (Allegoria della vanità e la rinuncia dei piaceri terreni effimeri opposta alla certezza della morte). Questo elemento è stato essenziale per la nascita del genere pittorico della natura morta, dove l'idea dell’effimero si esprime in vari modi, da un teschio, un bicchiere di vetro rotto, frutta troppo matura, un piatto mezzo mangiato, clessidre o strumenti musicali. Nel ventesimo secolo, il Cubismo ricostruisce gli oggetti fino a diventare pura geometria.

DE RERUM NATURAE: dal paesaggio cosmico alla foresta

Intorno al 1500, il pittore fiammingo Joachim Patinir creo il cosiddetto "paesaggio cosmico", una rappresentazione “composta” del mondo da un punto di vista elevato. I suoi dipinti, nonostante ancora trattino temi religiosi si distinguono per la nuova importantza che asume il paesaggio in relazione ai personaggi che diminuiscono in termini di dimensioni. Da qui si passa al romanticismo, che diffonde una idea ben diversa di questo genere, l'intimità della natura, il paesaggio sublime.

SCAENA URBIS. Dalla veduta al labirinto urbano

Anche se l'origine della veduta risale al XVI secolo nei Paesi Bassi, quando pensiamo alle vedute e ai vedutisti, la prima immagine che viene in mente è sono i famosi canali di Venezia del Canaletto. In queste opere si accentua lo spazio urbano e, soprattutto, l'effetto scenografico. L'antitesi della veduta è l'immagine della metropoli moderna come labirinto, tipica dell’avanguardia dell'arte del XX secolo: l'architettura sconnessa, la prospettiva frammentata, la vertigine di ritmi e colori.

Vuoi sapere di piú su questa mostra? Visita la cittá di Barcellona! Leggi questo post!


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